Crociera di primavera alle isole Egadi: Cagliari – Favignana.

Abbiamo unito il ponte del 25 aprile con il 1° maggio. 10 giorni per una mini crociera.

L’idea: un giro alle Egadi. Partendo da Cagliari e con a disposizione poco più di una settimana sarebbe stato indispensabile trovare le condizioni meteo favorevoli, sia per l’andata che per il ritorno.
Monitorando le previsioni su Ventusky nei mesi precedenti ho visto che count po’ di fortuna avremmo potuto farcela.
Una settimana prima, coincidente anche con la Pasqua, io e Laura siamo andati in barca per prepararla, in modo di non dover perdere tempo. Ne abbiamo anche approfittato per vedere Francesca Pani, della Veleria Andrea Mura e ordinare la nuova randa.
Siamo atterrati a Cagliari la sera di giovedì 21 aprile. Abbiamo dedicato la mattina del 22 per fare cambusa e prepararci in attesa del vento, che è previsto nel pomeriggio da SW.

 

 

Le previsioni danno un vento sui 18 nodi da SW a partire dal pomeriggio in attenuazione in serata. È l’ideale.
Alle 16 molliamo gli ormeggi. Puntuale come previsto arriva il vento. È fantastico, perché spira al nostro traverso in condizioni ottimali. Mettiamo la prua su Villasimius, giusto per decidere se fermarsi per la notte o proseguire.
Quando siamo all’altezza di capo Carbonara decidiamo di sfruttare le condizioni ideali e proseguire per Marettimo. Le giornate sono già lunghe e al tramonto continuiamo a correre a vela con una media superiore agli 8 nodi. È davvero esaltante. Il bello è che il vento continua fin verso mezzanotte. In 6 ore facciamo più di 50 miglia, e in 8 ore tocchiamo 63 miglia. Poi il vento si attenua ma ci consente egualmente di continuare a vela.

Unica nota negativa: fa freddo. Decisamente freddo. Io resto in pozzetto mentre mando Laura e i ragazzi in cuccetta. Indossso super pippo tecnica, jeans, polo, felpa e cerata. Ma non basta. Trovo l’equilibrio termico avvolgendomi in una copertina leggera in pile. L’AIS non segnala navi. Siamo soli.

Verso le due urtiamo violentemente contro qualcosa. L’impatto è violento. La sensazione è di aver urtato un tronco al mascone. Il punto è che la barca rallenta di colpo e un secondo dopo il primo urto ne sentiamo un altro. Laura esce in pozzetto terrorizzata. La barca riprende a navigare. Per prima cosa mi accerto che la navigazione sia tornata alla norma. Poi scendo per verificare se è successo qualcosa.
Sembra che non ci sia nulla di strano. Anche il rumore dello sciabordio è il solito. Verifico le sentine. Sono tutte come sempre perfettamente asciutte.
Preferisco controllare bene nel punto dove presumo ci sia stato l’impatto. Il bagno di prua e la nostra cabina.
È tutto a posto.
Torno in pozzetto.
Continua a fare sempre più freddo. Si aggiunge il fatto che quando sono entrato, con l’adrenalina in circolo per via dell’urto e il caldo della cabina, ho sudato. Così adesso sono bagnato fradicio e raffreddato. Anche se sono stanco ritengo che la situazione non possa essere protratta. Torno dentro, mi spoglio e mi cambio completamente. Va decisamente meglio.
Alle 7 del mattino chiedo ad Alessandro il cambio. La barca è in assetto e va tutto bene. Crollo in cuccetta.
Quando mi sveglio, alle 10, siamo in prossimità di Marettimo. Siamo quasi circondati da pescherecci in attività. Il vento rinfresca un po’ e gira a sud. Prendiamo una mano di terzaroli per mantenere in assetto la barca che procede spedita sugli 8 nodi anche di bolina. Decidiamo di proseguire verso Favignana, dove atterriamo nel primo pomeriggio.

È uno spettacolo. Il porticciolo è tutto per noi, gli ormeggiatori sono gentili. Lo scenario è molto suggestivo, con gli stabilimenti della tonnara che dominano la baia.
Facciamo un giro a terra esplorativo., rimandando al domani una visita approfondita.

2017-11-11T18:20:40+00:00

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