Alabriga III – Koala 39

Alabriga III – Koala 392017-11-12T11:23:28+00:00

KOALA 39

Presentata al Salone di Parigi del 1970 fu eletta la più bella barca del salone. Come progettisti furono scelti Bigoin e Duvergie, già architetti di Pen Duick V di Eric Tabarly.
Il prezzo per l’epoca era notevole: 40.000.0000 di lire. La barca fu molto apprezzata dai francesi e se ne trovano alcuni esemplari nei porti della costa azzurra.
La Nordcantieri, per promuovere il marchio, decise di partecipare a regate internazionali. Costruì e allestì quindi una barca proprio per perseguire questo intento e nacque il Koala 39 matricola 17 chiamato Koala 3. Rispetto alla produzione di serie, era ancora più robusto e presentava una modifica alla carena, leggermente più piatta. Inoltre il pescaggio era stato aumentato a 2,05 metri, oltre che appesantito il bulbo di 350 chilogrammi. Questa modifica ha aumentato il momento raddrizzante, la stabilità della barca e la velocità.

Il cantiere cercava quindi un armatore per la barca che aveva iscritto alla seconda edizione della regata Cape to Rio. Mio padre acquistò la barca nel novembre 1972, la prestò al cantiere che la affidò a Doi Malingri. Vinse in tempo reale.

Al rientro ci fu consegnata e allestita per crociere. Da allora ha navigato ogni estate vedendo 3 generazioni alternarsi a bordo: i miei genitori, la mia famiglia e i miei figli e ha solcato quasi tutto il Mediterraneo.
Proprio per questo motivo è sempre stata mantenuta in perfetta efficienza, venendo aggiornata nel corso degli anni. In particolare dal 2007 al 2015 sono stati effettuati anno per anno tutti gli interventi strutturali necessari al mantenimento di una barca classica, per un totale di spesa di più di 45.000 euro. Il tempo ha favorito la messa a punto e numerose sono state le migliorie apportate per rendere la permanenza a bordo confortevole.
Il piano velico, caratteristico dell’epoca, prevedeva un grande genoa e una piccola randa. Ciò rendeva la barca sbilanciata e poggiera e di fatto costringeva ad armare in vece del genoa il fiocco intermedio di 36 mq che sommato ai 26 della randa produceva una superficie piuttosto scarna. Nel 2011, in occasione della sostituzione delle vele, abbiamo rivisto il piano velico e sfruttando tutta la lunghezza del boma abbiamo tagliato una randa di 34 mq e realizzato un fiocco con sovrapposizione al 130% di 48 mq. Con questo piano velico la barca ha acquistato velocità e manovrabilità. Grazie al pescaggio e al peso la barca regge 25 nodi di vento con tutta la tela a riva senza sbandare oltre il dovuto e senza soffrire. Inoltre non subisce la straorza sotto raffica, ma si corica leggermente e aumenta la velocità.
Siamo rimasti stupiti di come una barca che ha i suoi anni riesca a viaggiare a vela con velocità da moderno fast cruiser e sia capace di mantenere medie sulla lunga distanza di oltre 6 nodi.

Pregi: Barca molto marina, sicura e in grado di affrontare qualsiasi condizione meteo. Ha un pozzetto suddiviso in zona timoniere e zona equipaggio. Le manovre sono tutte in pozzetto: drizza randa, avvolgifiocco e scotte.

Gli interno sono spaziosi e configurati come un open space. Il quadrato è moderno, la cucina ha un grande ripostiglio e il tavolo da carteggio è molto grande. La cuccetta di prua è stata modificata in favore di una maggiore ampiezza.

Difetti: Il bordo basso, che conferisce una linea esteticamente accattivante e aggressiva, rende la barca “bagnata”. Tuttavia l’installazione di uno spryhood ha risolto il problema per l’equipaggio che naviga al riparo degli schizzi. Il timoniere, in posizione arretrata soffre molto meno gli schizzi.
Mancano le cabine di poppa e quindi l’abitabilità, rispetto ad una barca moderna, è ridotta ad un ideale di 4 persone.

La storia dell’Alabriga III è lunga e continua ancora. Rientrata dal Brasile dopo la regata Cape to Rio, la barca è andata in cantiere per essere messa a punto e ci è stata consegnata ai primi di giungo del 1973.
Il porto di stazionamento è stato per qualche anno Chiavari. Nel 1976 abbiamo trasferito la barca a Le Grazie nel golfo di La Spezia dove è rimasta per una ventina di anni. Poi fino al 2016 Fiumaretta sul Magra è stata la sede definitiva. Per quanto ne so ora la barca è d’istanza a Bari presso la Lega Navale.

È una barca che ha insegnato a navigare a 3 generazioni: i miei genitori, io e mio fratello e i miei figli.
Per una decina di anni, fino al 1982 abbiamo esplorato le coste del mediterraneo centrale: l’Italia, la Costa Azzurra, la Corsica e la Sardegna, le Baleari. Poi le mete si sono ridotte alla Corsica e alla Sardegna. Mio padre aveva a disposizione un mese di vacanza e quindi le mete dovevano essere compatibili con la disponibilità.
Gli anni ’90 hanno rappresentato i tempi d’oro per la barca perché mio padre era andato in pensione e quindi aveva tempo. La barca cominciava a vagabondare in giugno con i miei. Ad agosto facevamo il cambio equipaggio con me e i miei amici e a settembre riprendevano i miei genitori. Quindi la barca navigava per tutta l’estate.
Sono poi arrivati i nostri figli ed è nata l’esigenza di rendere la barca più confortevole. Ho investito parecchi risparmi per rimetterla a nuovo: dalla sostituzione del motore, delle vele, del rig al rifacimento degli interni.

Ad un certo punto siamo giunti al momento in cui avevamo fatto tutto quello che potevamo fare e non c’era più niente di nuovo. Era venuto meno un po’ di entusiasmo, oltre alla comparazione con una barca moderna che rendeva il nostro Koala una bellissima vecchia signora, con tutti i suoi limiti.
Io ho deciso di acquistare una nuova barca, più grande, più confortevole, che mi permettesse di ampliare gli orizzonti.
I miei genitori, raggiunta una età che non ha più consentito loro di prendere il largo, hanno deciso di venderla. A condizione di trovare un nuovo proprietario capace di continuare ad amare e curare la barca come abbiamo fatto noi.
Non è stato facile, ma abbiamo trovato un nuovo armatore che ha fin da subito ha dimostrato di meritarsi la nostra Alabriga III. Ho pianto quando ho dovuto consegnare la barca e non ho voluto vederla partire. L’ho ormeggiata come avevo fatto per tanti anni, ho tirato la cima, sono saltato terra e senza voltarmi sono salito in macchina e me ne sono andato. Come se fosse una delle tante volte.

In tanti anni questa barca mi ha insegnato a vivere, perché andare per mare è una filosofia che si fonda su principi che applicati alla vita rendono quest’ultima migliore. Sommando tutti i giorni che ho trascorso sull’Alabriga III mi rendo conto che parlo di anni vissuti a bordo. Sono stati principalmente i momenti più belli e intensi della mia vita, condivisi con le persone che amo: la mia famiglia e sporadicamente i migliori amici.

ALABRIGA III

Modello: Koala 39 – Anno: 1972
Cantiere: Nordcantieri di Avigliana (TO)
Materiale: Vetroresina
LFT: 11,68 m
Larghezza: 3,60m
Pescaggio: 2,05m
Peso: 7,2 ton
Bulbo: 3,5 ton
Motore: Beta Marine
Potenza: 36 Hp
Albero: alluminio
Randa: 34 mq
Genoa: 48 mq
Fiocco: 36 mq