Alabriga II – Panda 29

Alabriga II – Panda 292017-11-12T13:04:34+00:00

PANDA 29

Il Panda è una barca che è stata prodotta e commercializzata dal cantiere italiano Nordcantieri di Avigliana (TO) dal 1968 al 1974. Progettata da Alan Buchanan, il Panda è stata una barca di successo di pubblico, molto ben costruita, tanto che ancora oggi sono diversi gli esemplari naviganti.
La barca era costruita in vetroresina. Ai tempi si doveva contrastare la diffidenza nei confronti di un nuovo materiale e quindi il cantiere aveva scelto di costruire una barca all’avanguardia con i materiali, ma che rispettasse la tradizione nelle linee e nell’aspetto.
Per questo motivo venne fatto largo usa di legno, tanto da rendere la barca poco distinguibile da una analoga in legno.
La qualità dei materiali era assoluta. Ho avuto modo di visionare più di un Panda in tempi recenti e ho potuto ammirare lo stato di conservazione dei materiali originali: eccezionale.

Dobbiamo andare indietro nel tempo a quando ero un bambino. Nel 1970 avevo solo 6 anni. Ricordo una mattina di fermento in casa a Desenzano. La mamma ci ha caricato in macchina. Siamo andati al West Garda di Padenghe, una sede nautica di prestigio. Ricordo che ero rimasto colpito dall’ordine e dal lusso. Ho sentito mio padre che voleva visionare una barca. Ricordo le testuali parole: “ho saputo che avete un Panda in esposizione, vorrei vederlo”. La barca era in secca a terra, ricordo di aver visto mio padre che saliva con entusiasmo la scala.
Poi ricordo una mattina in cui miei ci lasciarono a casa a Desenzano con il nonno perché dovevano andare a ritirare la barca nuova. Verso mezzogiorno, il nonno ci dice di prepararci che ci vuole portare a vedere la barca. Arriviamo giusto in tempo al West Garda per vedere i miei che stavano per salpare.
Papà e mamma ci prendono a bordo. Ricordo la mamma che ci faceva vedere la barca e io e mio fratello eravamo felicissimi. Avevamo una cabina tutta nostra a prua e la barca ci sembrava grandissima.
L’abbiamo tenuta a Desenzano, alla Maratona presso la Fraglia Vela. Uno dei fondatori, Carlo Perini, era il cugino di mia mamma e quindi avevamo un trattamento di riguardo.
In quei due anni di permanenza sul Garda, i miei, e di riflesso io, hanno imparato ad andare a vela e a navigare. Ricordo che facevano tutte le regate del lago, comprese quelle impegnative come la Centomiglia o il trofeo Tridentina. Spesso anche io e mio fratello facevamo parte dell’equipaggio.
I piazzamenti non erano di rilievo ma in una una regata a Torbole, siamo riusciti a piazzarci secondi. Lo ricordo come se fosse ieri: mio fratello aveva preso il morbillo e quindi mia madre non poteva lasciarlo a casa. Quindi siamo andati io e mio padre. Per la regata ci raggiunse un amico con la figlia. Eravamo un equipaggio molto scarso. Poco prima di lasciare gli ormeggi un giovane e prestante velista ci chiede se cerchiamo un imbarco. Si chiamava Ermes. Mio padre non se lo lasciò scappare.
Risultato: io, l’amico di mio padre e la figlia veniamo invitati a fare il meno possibile mentre mio padre ed Ermes prendono in mano la situazione. Ricordo mio padre al timone ed Ermes con in mano le scotte che governava e regolava continuamente le vele.
Incredibilmente arrivammo secondi!

Io e mio fratello Franco nel 1972 a bordo dell’Alabriga II.

Dopo esserci fatti le ossa sul lago e simulato una crociera, nell’estate del 1971 i miei hanno spedito la barca a Caorle e da lì siamo partiti per la prima crociera in mare. In 40 giorni abbiamo fatto Caorle – Dubrovnick e ritorno.
L’anno successivo il grande passo: il Tirreno. Portata la barca a Chiavari abbiamo raggiunto la Costa Smeralda e ritorno. Immancabile la prima burrasca nelle Bocche di Bonifacio. Sembrava avessimo fatto Capo Horn! Eravamo salvi e ce l’avevamo fatta!
Visto che la passione si era consolidata i miei decisero che potevano fare il passo successivo e cambiare barca con una più grande. Non fu difficile individuare nel Koala 39 la nuova barca.

ALABRIGA II